Omaggio a Eraclito / Traduzioni a confronto
Guardare il fiume fatto di tempo e d'acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume.
Sapere che ci perdiamo come il fiume
e che i volti passano come l'acqua.
Sentire che la veglia è un altro sogno
che sogna di non sognare e che la morte
che la carne teme è quella morte
di ogni notte, che si chiama sogno.
Vedere nel giorno o nell'anno un simbolo
dei giorni dell'uomo e dei suoi anni,
convertire l'oltraggio degli anni
in una musica, un suono e un simbolo.
Vedere nella morte il sogno, nel tramonto
un oro triste, tale è la poesia
immortale e povera. La poesia
ritorna come l'aurora e il tramonto.
A volte nelle sere un volto
ci guarda dal fondo di uno specchio;
l'arte deve essere come quello specchio
che ci rivela il nostro proprio volto.
Raccontano che Ulisse, sazio di prodigi,
pianse d'amore scorgendo la sua Itaca
verde e umile. L'arte è quell'Itaca
di verde eternità, non di prodigi.
E' anche come il fiume interminabile
che passa e s'arresta ed è il cristallo di uno stesso
Eraclito incostante, che è lo stesso
ed un altro, come il fiume interminabile.
(Traduzione di Antonio Porta)
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Guardare il fiume che è di tempo e acqua
e pensare che il tempo è un altro fiume,
saper che ci perdiamo come il fiume
e che passano i volti come l'acqua.
Sentire che la veglia è un altro sonno
che sogna di esser veglia e che la morte
che il nostro corpo teme è quella morte
d'ogni notte che noi chiamiamo sonno.
Avvertire in un giorno o un anno il
simbolo
dei giorni d'ogni uomo e dei suoi anni,
dell'oltraggioso scorrere degli anni
fare una musica, un sussurro, un simbolo,
vedere un oro triste nel tramonto
e nella morte il sonno è la poesia,
che è povera e immortale. La poesia
torna come l'aurora ed il tramonto.
Talora nelle grigie sere un volto
ci guarda dal profondo d'uno specchio;
l'arte dev'esser come quello specchio
che ci rivela il nostro stesso volto.
Ulisse, è fama, stanco di prodigi,
pianse d'amore quando scorse Itaca
umile e verde. L'arte è questa Itaca
di verde eternità, non di prodigi.
È anche come il fiume interminabile
che passa e resta, e replica uno stesso
Eraclito incostante ch'è lo stesso
e un altro, come il fiume interminabile.
(trad di Francesco Tentori Montalto)
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Arte poética - Jorge Luis Borges
Mirar el rìo hecho de tiempo y agua
Y recordar que el tiempo es otro rio,
Saber que nos perdemos como el rio
Y que los rostros pasan como el agua.
Sentir que la vigilia es otro sueño
Que sueña no soñar y que la muerte
Que teme nuestra carne es esa muerte
De cada noche, que se llama sueño.
Ver en el dia en el año un simbolo
De los dias del hombre y de sus años,
Convertir el ultraje de los años
En una musica, un rumor y un simbolo,
Ver en la muerte el sueño, en el ocaso
Un triste oro, tal es la poesia
Que es immortal y pobre. La poesia
Vuelve como la aurora y el ocaso.
A veces en las tardes una cara
Nos mira desde el fondo de un espejo;
El arte debe ser como ese espejo
Que nos revela nuestra propia cara.
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azor314 alle ore 12:31 |
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